La vicinanza con Cagliari (circa 23 km) ha favorito, nel corso degli ultimi anni, un considerevole sviluppo dal punto di vista edilizio, con il conseguente aumento del numero degli abitanti (attualmente si contano circa 7830 residenti).
Aree naturalistiche
Il territorio di Uta si caratterizza per la presenza di svariate aree di notevole interesse ambientale, paesaggistico e naturalistico, soprattutto nella zona di
Monte Arcosu, che ospita
l’Oasi del WWF, Sa Spindula, Monte Lattias etc.
In particolare, l’Oasi WWF consente di apprezzare numerosi “percorsi natura”, che possono essere visitati per ammirare le varietà di flora e fauna, nonchè gli splendidi paesaggi.
Molto nota e di suggestiva bellezza è anche la
cascata de Sa Spindula.
La vegetazione è quella tipica della macchia mediterranea in prevalenza cisto (
murdegu), lentischio (
moddizzi) e mirto, mentre nelle zone montuose si trovano incantevoli foreste di leccio e di sughere.
Nelle zone più declivi si trovano inoltre boschi di carrubi.
La fauna selvatica è costituita prevalentemente da
cervi, cinghiali e daini, ma si possono trovare anche il
gatto selvatico, la
volpe, l’
aquila, nonchè diverse varietà di rettili e anfibi, come il
geotritone sardo.
A nord-ovest del territorio sorge l’imponente
Diga di Genna is Abis, sul Fiume Cixerri, che ha creato un grande invaso artificiale con una notevole riserva idrica.
Il paese ha origini antiche e, come dimostrano i numerosi rinvenimenti archeologici, il suo territorio è stato frequentato da varie popolazioni fin dal periodo del Neolitico.
Il centro urbano negli ultimi anni ha subito una considerevole espansione edilizia.
La vicinanza con Cagliari (circa 23 chilometri) ha favorito l’aumento dei residenti.
Purtroppo, il patrimonio edilizio storico è di fatto andato perduto a causa delle inondazioni che si verificavano più frequentemente prima che venissero realizzate le opere di sistemazione idraulica e a causa del materiale di costruzione all’epoca utilizzato, “su ladiri,” ossia mattoni crudi, che a contatto con l’acqua si disfacevano causando il crollo o comunque il danneggiamento dell’edificio.
Rimane qualche fabbricato risalente agli inizi del 1900 che ha in parte conservato la tipologia originaria tipica dei paesi campidanesi: costruzione a filo strada, piano terra e primo piano, corte interna con accesso da passo con portale tipico, muratura in “ladiri” su basamento in pietra, copertura a tetto a due falde con tegole curve su struttura in legno e canne (s’incannizzau).
Le successive ricostruzioni, a partire dal dopoguerra, sono state effettuate con tipologie svariate e con materiali diversi per cui si è persa parte dell’identità originaria.
Negli ultimi anni si sta assistendo ad uno sviluppo edilizio sostanzialmente armonico ed ordinato.